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Percorsi collinari vicino Modena in Vespa: scopri sentieri poco battuti

📅 20 Agosto 2026✍️ di Davide Rancani⏱️ 4 min di lettura

La Vespa sulle colline modenesi: percorsi autentici lontano dalle folle

Le colline intorno a Modena sono il terreno ideale per chi vuole scappare dal turismo di massa con una Vespa. Qui troverai strade secondarie che si arrampicano tra vigneti e castagneti, piccoli borghi dimenticati e panorami che ripagano ogni curva affrontata. Non sono percorsi da enduro puro, ma richiedono comunque attenzione, rispetto del mezzo e una buona dose di curiosità.

La provincia emiliana nasconde un patrimonio stradale che pochissimi scooteristi conoscono. Mentre il traffico congestionato della Via Emilia scorre monotono in pianura, qui sopra l’aria è pulita e gli incroci hanno nomi di castelli medievali anziché numeri di tangenziali.

Da Modena verso Sassuolo: il primo assaggio collinare

Parti dal capoluogo e dirigi verso Sassuolo. Non seguire la superstrada. Prendi la SP624 che sale gradualmente tra le prime ondulazioni del terreno. Questa strada è il perfetto riscaldamento per una Vespa. Non è tecnica, ma il tracciato è sinuoso e ti consente di apprezzare i cambiamenti del paesaggio.

Qui inizierai a notare i vigneti Lambrusco, simbolo enogastronomico della zona. Le curve sono ampie, il fondo è pulito e le vedute si allargano con ogni metro di altitudine guadagnato. Questo è turismo a due ruote senza stress.

Da Sassuolo prosegui verso l’interno. La SR569 si inerpica verso Guiglia. Questa è una strada più interessante: pendenze moderate, qualche restringimento e una densità di curve superiore. La Vespa qui ritrova il suo elemento. La velocità media scende, l’attenzione sale, il piacere di guida aumenta proporzionalmente.

Il triangolo dei borghi: Montecuccolo, Vignola e le curve nascoste

Punta a Montecuccolo. È un minuscolo borgo fortificato a 900 metri di altitudine. La strada che lo raggiunge dalla valle è una delizia: stretta, con passaggi difficili ma non impossibili per una Vespa ben gestita. Gli asfalti sono irregolari in punti, ma questo fa parte del fascino. Nessun tour bus arriva qui.

Da Montecuccolo scendi verso Vignola attraverso la strada provinciale|strada provinciale. La discesa è una sequenza di tornanti che ripagano la fatica della salita. La vista sulla pianura padana è cristallina nelle giornate giuste. Fermati nei punti panoramici: qui dentro non ce ne sono di segnalati ufficialmente, ma troverai piazzole naturali create dai locali che conoscono i veri belvederi.

Vignola stessa merita una sosta. La città è nota per le ciliegie, ma il vero valore aggiunto sono i ristoranti a conduzione familiare dove paghi poco e mangi bene. È il carburante perfetto tra una tappa e l’altra.

Il circuito a anello: da Vignola a Spilamberto e ritorno

Qui entra in gioco l’elemento di vero tracciato enduro su Vespa. La strada che collega Vignola a Spilamberto attraverso i sentieri collinari non è una superstrada. È la SP19 in buona parte, e poi la SP623. Pendenze importanti, curve strette, qualche tratto con fondo deteriorato.

È qui che la Vespa rivela il suo temperamento. Nonostante sia uno scooter urbano, sull’asfalto irregolare con pendenze decenti mantiene una tenuta sorprendente. L’importante è affrontare il percorso con calma, rispettare i freni, non spingere oltre i propri limiti.

Spilamberto è famoso per l’aceto balsamico tradizionale. Il centro storico è elegante ma non invaso. Parcheggia la Vespa e fai una passeggiata. L’atmosfera è quella vera dell’Emilia, senza compromessi turistici.

Da Spilamberto ritorna a Modena attraverso una strada diversa. La SR623 verso Maranello e poi la viabilità locale che scende in pianura. Avrai completato un circuito di circa 80-100 chilometri, percorrendo strade che la maggior parte dei turisti non conosce.

Consigli pratici per la Vespa in collina

Controlla i freni prima di partire. Su strade con pendenze importanti lavorano più del solito. L’olio deve essere al livello giusto. Una Vespa ben manutenuta affronta senza problemi questi percorsi, ma non perdonare la negligenza.

Porta acqua e uno snack. Non ci sono stazioni di servizio ogni due curve. Le pause sono parte integrante del viaggio, non interruzioni fastidiose.

Parti al mattino presto. La luce della pianura nei pomeriggi estivi crea foschia. Meglio godere delle vedute quando il cielo è ancora pulito.

Le colline modenesi non sono selvagge come le Dolomiti, ma ti sorprenderanno per autenticità e bellezza. Perfette per chi vuole sentire il vento sul viso, pedalare in curva e tornare a casa con una storia interessante da raccontare.

Davide Rancani

Appassionato di enduro, Davide ha attraversato la costa ionica in sella alla sua adventurer. Ha partecipato a raduni e viaggi offroad in Grecia e Albania, ed è noto tra gli amici per i suoi consigli pratici sulla preparazione della moto e la gestione delle tappe più avventurose.