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Itinerario in Vespa da Modena verso i laghi dell’Emilia: la sorpresa che trovi lungo il percorso

📅 29 Agosto 2026✍️ di Paola Santi⏱️ 5 min di lettura

Ci sono giornate in cui la Vespa chiede solo curve e profumo di bosco. Da Modena punto deciso verso l’Appennino, direzione laghi: Suviana e Brasimone. È un giro alla portata di tutti, ma mai banale: frutteti, pieghe morbide, dighe azzurre e una sorpresa architettonica nel cuore della valle del Reno che non ti aspetti. L’ho ripercorso di recente con due lettrici al primo viaggio su due ruote: sorriso sotto il casco dall’inizio alla fine.

Da Modena a Vignola: ciliegi, aceto e prime curve

Si esce da Modena sulla Strada Vignolese (SR 569) verso Spilamberto e Vignola. Il traffico mattutino scorre, e la Vespa qui si muove bene: occhio solo alle rotonde ravvicinate. Tra Spilamberto e Vignola le insegne delle acetaie ricordano dove siamo; se avete tempo, fermatevi per due chiacchiere: l’ospitalità modenese apre porte e botti. Io però vado leggera: borsa sella ben fissata, antipioggia in alto, pressione gomme controllata.

Da Vignola inizio a salire tra i ciliegi lungo la SP4 e poi la SP623 verso Zocca. L’asfalto alterna tratti lisci a pezzi più vissuti; la Vespa si trova a casa nelle curve a raggio costante, basta impostarle rotonde e senza fretta. Tipico errore dei neofiti: arrivare lunghi alla tornata perché distratti dal panorama. Guardate dove volete andare, frenate dritte e lasciate poi scorrere la piega.

Zocca, Montese e la discesa su Vergato: l’Appennino si fa serio

A Zocca sosta caffè e due crescentine per il serbatoio umano. Riparto verso Montese: i boschi si infittiscono, e nelle uscite delle case coloniche a volte resta ghiaia. Tenete margine, soprattutto nelle curve in ombra.

Mi è capitato di recente con due lettrici al primo giro: uno specchietto ha iniziato a vibrare dopo una serie di buche. Niente panico: ci siamo fermate su una piazzola, chiave da 13 dal kit e in due minuti eravamo di nuovo in marcia. Portatevi sempre un piccolo set attrezzi e fascette: sulla Vespa sono l’assicurazione più economica che esista.

Scendendo verso Vergato si intercetta la SS64 Porrettana. Qui il traffico aumenta, ma resta scorrevole. Ricordate che le regole del Codice della strada valgono anche quando la strada “invita”: sorpassi solo quando vedete chiaro, frecce sempre, distanza di sicurezza da chi frena improvviso per fotografare il paesaggio.

La sorpresa di Riola: l’opera di Alvar Aalto dove non te l’aspetti

Pochi chilometri oltre Vergato, a Riola, appare l’inaspettato: una chiesa moderna chiara e geometrica che sembra una vela tra i monti. È la Chiesa di Santa Maria Assunta, progettata da Alvar Aalto. Svolto, parcheggio la Vespa sul retro dove il piano è regolare, casco al braccio e tre minuti di silenzio dentro. Che c’entra la Finlandia qui? C’entra eccome: il contrasto con l’Appennino è una carezza agli occhi e vale la sosta. Se trovate aperto, sedetevi un attimo e respirate: è la pausa giusta prima dell’ultimo tratto verso i laghi.

Suviana e Brasimone: dighe azzurre, curve con criterio

Da Riola prendo la SP40 per Camugnano: la strada si arrampica tra castagneti e scorci sul fiume Reno. In una ventina di chilometri il blu del Lago di Suviana entra in scena tra due versanti. La diga è un colosso che fa sempre effetto: sotto, i tornanti che risalgono verso Bargi sono una piccola scuola di guida. Qui la Vespa va liscia: seconda, terza, freno motore, sguardo avanti. Evitate di “pinzare” il freno anteriore in piega sui rappezzi lucidi: è così che si scoloriscono le belle giornate.

Il periplo del lago regala piazzole per foto e panini all’ombra. Più in alto, il Lago di Brasimone è una tasca d’acqua scura e quieta. Siamo dentro al Parco regionale dei laghi di Suviana e Brasimone, e si sente: silenzio, cartelli chiari, sentieri segnati. Rispettiamo le aree protette, soprattutto d’estate quando scatta il rischio incendi. Con la Vespa ci si muove bene anche nei tratti stretti, ma salutate sempre chi incrociate: su queste strade la cortesia è carburante.

A Camugnano e Bargi le osterie non tradiscono: tagliere, crescentine e un piatto caldo per rimettere zuccheri e sorrisi. Io mi fermo spesso nei posti con tavoli all’aperto: casco sotto il tavolo, giubbotto sulla sedia e sottocasco in tasca, così non vola via. Piccola nota pratica: presso la diga di Suviana il vento può raffreddare all’improvviso anche in piena estate. Uno strato in più nello zaino vi farà benedire la prudenza.

Consigli pratici per farla facile (e bella) in Vespa

  • Partite presto: da Modena al primo lago, con le soste, contate mezza giornata serena. Evitate le ore più calde in estate.
  • Benzina: fate il pieno a Vignola o Zocca. In quota i distributori sono più radi e talvolta chiusi a pranzo.
  • Pressioni e freni: controllate a freddo prima di uscire. In discesa, usate il freno motore e alternate anteriore/posteriore.
  • Bagagli: fissate tutto basso e centrale. Elastici e fascette di scorta.
  • Meteo: lo scroscio improvviso è un classico. Antipioggia a portata di mano, non in fondo alla borsa.
  • Foto: scegliete piazzole sicure; non fermatevi in cresta di curva per lo scatto “epico”.

Ritorno e varianti: chiudere l’anello senza stress

Per rientrare a Modena mi piace chiudere l’anello scendendo a Porretta Terme e riprendendo la SS64 verso Sasso Marconi. Strada scorrevole, curve ampie e diversi punti dove sgranchire le gambe. A Marzabotto potete deviare per la Pedemontana e rientrare in pianura passando per Bazzano e poi Modena: si evitano i tratti più trafficati nelle ore di punta.

Chi ha tempo può allungare dal Suviana verso il crinale di Monte Acuto o salire al Brasimone passando da Castiglione dei Pepoli: più curve, più bosco, stesso spirito. Ricordate solo che la luce in Appennino cala rapida dietro le dorsali: le ultime curve meritano attenzione doppia, soprattutto per gli animali che attraversano quando il sole scende.

Un lettore, tempo fa, mi scrisse: “Paola, mi perdo sempre tra Zocca e Montese”. Gli risposi di fidarsi dei cartelli marroni turistici e di non inseguire il navigatore a ogni costo. Vale anche per voi: in Appennino la miglior bussola è guardare il profilo delle valli. Se sbagliate una svolta, spesso trovate una strada secondaria più bella di quella principale.

Questo giro in Vespa ha tutto quello che serve per ricordarsi perché amiamo le due ruote: strade sincere, paesaggi che cambiano a ogni collina, soste buone e una chicca inattesa come la chiesa di Riola. È il genere di itinerario con cui accompagno spesso chi inizia, soprattutto motocicliste alla prima lunga. Si torna a casa con la stanchezza giusta e la voglia già di ripartire.

Paola Santi

Mototurista da sempre, Paola ha guidato da una costa all’altra della Sicilia e cura blog personali sulle strade alternative e sulle taverne migliori per i motociclisti. Il suo entusiasmo coinvolge spesso altre donne che accompagna nei primi viaggi in moto.